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Voucher in agricoltura sì o no?

Il dibattito sull’utilizzo dei voucher in agricoltura è quantomai aperto e tiene banco ormai da mesi interi: servono oppure no? La Coldiretti Toscana, attraverso il suo rappresentante Tulio Marcelli, interviene sullo spinoso argomento:

La nostra preoccupazione è che si faccia di ‘tutta l’erba un fascio’ e che non si entri nel merito della questione con cognizione di causa. Del totale dei voucher utilizzati in Toscana, che ricordo nel 2016 sono stati 10.400.000, solo l’1,3% è stato impiegato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso senza gli abusi che si sono verificati in altri settori anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali come la raccolta delle uve e delle olive.

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Insomma il rischio che un uso eccessivo di voucher possa non essere direttamente causa di un aumento delle ore lavorate proprio in questo settore è più che concreto. E allora si torna al quesito di partenza. Basti pensare che solo nella Toscana (dato che si parla di Coldiretti Toscana) nel 2016 sono stati venduti 143.392 voucher destinati al settore vitivinicolo ed olivicolo: ma quanti di questi hanno realmente concorso a un aumento della produzione? Quanti cioè sono stati investiti nel modo giusto?

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Governo e Parlamento sono alle prese con le modifiche legislative ma sono ancora molti coloro che sono contrari e che si fanno promotori del referendum abrogativo.

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