Una legge per regolare l’utilizzo dei sacchetti di plastica

Sacchi di Plastica

Il 13 settembre è scaduto il termine, chiamato “standstill” che l’Unione Europea aveva a disposizione per valutare ed eventualmente impugnare e modificare il contenuto di una normativa che regolava l’utilizzo dei sacchetti di plastica.

Una volta giunti alla scadenza, l’UE non ha sollevato nessuna obiezione, così la normativa italiana è entrata in vigore.

Di fatto, i sacchetti erano già stati dichiarati fuorilegge dal 1 gennaio 2011 e in effetti risultano essere spariti da tutti i negozi. Al loro posto sono stati introdotti quelli bio-degradabili. Concretamente però, mancava una vera e propria legge che disciplinasse i nuovi sacchetti composti con materiale biodegradabile, in sostituzione di quelli vecchi che, ricordiamo, sono in plastica non riciclabile.

Finalmente è stata fatta un po’ di chiarezza con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo di un Decreto interministeriale firmato dal Ministero per l’Ambiente e lo Sviluppo Economico, che contiene le caratteristiche tecniche che devono avere i sacchetti di plastica che si possono commercializzare in Italia.

Riassumendo, si potranno utilizzare, e quindi produrre, solo sacchetti biodegradabili, compostabili o riutilizzabili.

Tutti quei sacchetti che non risponderanno a queste caratteristiche, saranno considerati fuorilegge.

La commercializzazione e diffusione di sacchetti per l’asporto non conformi alla normativa sarà punita con multe che vanno dai 2.500 ai 25.000 euro, cifra che potrà raggiungere i 100.000 euro nel caso in cui la violazione riguardasse una quantità davvero ingente di materiale.

Secondo un sondaggio, circa il 90% dei cittadini è favorevole all’uso dei sacchetti a basso impatto ambientale e molti vorrebbero che la normativa venisse estesa anche ai contenitori usati al reparto ortofrutta del supermercato, che non sono considerati però da asporto, e che per ora non rientrano nella categoria regolata dal decreto.

Insomma, sembra quasi che si sia trovata una giusta regolamentazione per cercare di salvare l’ambiente iniziando dalle “piccole” cose.