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Spreco alimentare, è allarme

Spreco cibo

Lo spreco alimentare sta superando record storici. Ogni anno in tutto il mondo si sprecano circa 1,3 miliardi di cibo in un contesto nel quale circa 840 milione di persone muoiono di fame.

Di fatto è stata istituita la Giornata Mondiale dell’Alimentazione anche per sensibilizzare i cittadini su questo aspetto ma sembra ormai essere diventata un paradosso.

Il paradosso della Giornata mondiale dell’Alimentazione è sempre più evidente e clamoroso: basta mettere a confronto i dati più aggiornati, con un terzo del cibo prodotto nel mondo che finisce sprecato ogni anno, ovvero 1,3 miliardi di tonnellate, e almeno 840 milioni di persone attualmente al di sotto della soglia minima di nutrizione”, ha affermato Andrea Segrè promotore della campagna Last Minute Market che si occupa di combattere lo spreco alimentare. 

Segrè ha anche aggiunto: “Nella filiera agroalimentare a livello mondiale viene sprecato ben il 45% della frutta e verdura, il 30% del pesce e il 20% della carne. Ogni anno lungo tutta la filiera si sprecano nel mondo 2060 miliardi di euro. Una quota di spreco che supera di un terzo l’intero Pil italiano e che vale circa 2060 miliardi di euro, includendo i costi nascosti dello spreco di cibo. E le percentuali sono ben diverse nel pianeta: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato”.
Ulteriori dati sullo spreco in agricoltura ci dicono che in Italia, nel 2013, il 3,08% della produzione agricola è rimasta in campo: in totale si tratta di 14.610.179 quintali fra cereali, produzione orticola e ortofrutta. La parte del leone è dell’ortofrutta, con 11.843.609 quintali rimasti in campo nel 2013 (elaborazione Last Minute Market su dati Istat).  E ancora, secondo l’ultimo rapporto curato dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg lo spreco alimentare domestico – il cibo ancora buono che finisce direttamente nei rifiuti – vale oltre 8 miliardi di euro, circa mezzo punto di Pil. Mentre l’Istat conta ormai più di 10 milioni di italiani che vivono, e si alimentano, in condizioni di povertà”.

Occorre, senza ombra di dubbio, intervenire nel più breve tempo possibile perché è un danno contro il tentativo di trovare un equilibrio tra ambiente e sostenibilità.

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