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Mele: allarme pesticidi

Mele rosse

Greenpeace ha lanciato un allarme davvero preoccupante: stiamo mangiando mele “condite” con pesticidi? Sembra proprio di si. E ciò deriva dalla produzione intensiva di mele.

Il problema sta coinvolgendo tutta l’Europa e ovviamente l’Italia ne è drammaticamente coinvolta in quanto sono state rilevate fino a 13 sostane chimiche diverse.

Il rapporto appena pubblicato da Greenpeace, intitolato Il gusto amaro della produzione intensiva di mele è davvero preoccupante: all’interno vi è una analisi dei pesticidi in 12 meleti europei tar cui anche l’Italia. Sono stati raccolti 85 campioni di acqua e di suolo in:

Austria;

Belgio;

Francia;

Germania;

Grecia;

Italia;

Olanda;

Polonia;

Slovacchia;

Spagna;

Svizzera;

Ungheria.

Indicare i paesi è purtroppo necessario per fare un quadro della preoccupante situazione. All’interno del rapporto vi sono elencati anche esempi di pratiche agricole green per effettuare una produzione sostenibile evitando di contaminare suolo e acqua.

Purtroppo sotto questo aspetto per l’Italia è davvero un problema critico in quanto essa è una dei maggiori produttori di mele a livello europeo. Occorre quindi migliorare la qualità della produzione e abbandonare l’uso di pesticidi, dannosi per la salute.

Basti pensare che su 85 campioni analizzati, sono stati 53 pesticidi differenti dannosi per la salute.

Il 78 per cento dei campioni di suolo e il 72 per cento dei campioni di acqua contenevano residui di almeno un pesticida. È bene sottolineare però che questi dati sono complessivi di tutta l’Europa analizzata ma ciò non toglie che anche l’Italia abbia le proprie responsabilità.

Purtroppo dal rapporto emerge un ulteriore dato che aggrava la situazione: 7 sostanze che non sono attualmente ammesse dall’Unione Europea.

Ciò che Greenpeace chiede ai Paesi UE è molto chiaro e auspicabile: vietare i pesticidi di sintesi dalle coltivazioni europee e usare pratiche ecologiche, per tutelare la salute dell’ambiente e dell’uomo.