Italia e Francia leader nell’export di vino

Italia e Francia si confermano ancora leader nell’export di vino nei prossimi 5 anni. E’ quanto emerge dallo studio di Vinexpo e Iswr – International Wine & Spirits Research, in merito alle mutazioni del mercato vinicolo nei prossimi anni. Continueranno a crescere i consumi, segnando un +5,3 nonostante la crescita dei prezzi che anch’essa sarà vicino ad un aumento del 9%.

Secondo quanto riportato dallo studio, in testa ci sarà comunque la Francia con una produzione media di 45 milioni di ettolitri di vino prodotto ogni anno, dietro l’Italia e la Spagna. Al quarto posto ci sono anche gli Stati Uniti che iniziano a soffrire la mancanza di terreni adatti alla coltivazione dei vigneti. Il miglior risultato sarà quello del Sudafrica che vedrà una produzione tra il 2012 e il 2016 pari al 30%.

I consumi vedranno un importante cambiamento nei prossimi anni. Se gli Stati Uniti restano leader nel consumo di vino, l’Italia e la Francia vengono superati dalla Germania che diventerà il secondo paese in termini di consumo del vino. Cina e Hong Kong rimarranno invece in quinta posizione, nonostante una crescita prevista di 40 punti percentuali.

Non cambia nulla in termini di consumi pro-capite, dove le prime tre posizioni saranno occupate da Francia, Italia, Svizzera a seguire Portogallo, Danimarca e Germania. Nonostante i consumi medi in Europa, è in Cina, Usa e Canada che bisognerà continuare a puntare nei prossimi anni, sono queste infatti le nazioni più promettenti per il mercato del vino.

Robert Beynat, Ceo di Vinexpo ha dichiarato:

“continuera’ ad essere il piu’ promettente del mondo, ed allo stesso tempo il piu’ difficile, sia per la

frantumazione intrinseca di un Paese federale, sia per la polarizzazione del mercato intorno a New York, che rappresenta il 50% del mercato. Eppure, nonostante tutto, se avessi 100 dollari da investire, punterei ancora sugli Usa”

A fronte di una crescita di consumati del 10% negli anni tra il 2007 e il 2016, in termine di valore le stime sono di un +28%, con una continua crescita nei prossimi anni.