Inchiesta, gli italiani rifiutano l’OGM

OGM Italia

Secondo il IV Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo”, stilato dalla Fondazione UniVerde, si evidenzia che circa l’80% degli intervistati chiede un protocollo conclusivo dell’EXPO in cui vi sia un serio impegno al sostegno dei piccoli agricoltori.

Interessante notare che quando agli intervistati è stato chiesto se la politica possa intervenire concretamente, circa la metà ha ampiamente dimostrato la propria perplessità al riguardo.

Anche i dati che riguardano la reale conoscenza dell’Expo 2015 di Milano sono degni di essere menzionati perché in questo caso confortanti: il 67% degli intervistati, oggi, è a conoscenza che l’Expo 2015 riguarda il cibo mentre, nel 2013, era appena il 20%.

Nel questionario vi era anche la domanda: “Quale tipo di agricoltura va valorizzata all’EXPO? È interessante notare che solo l’1% sceglie la coltura OGM, il 2% quella convenzionale con l’utilizzo di prodotti chimici e l’85% dichiara fermamente di volere una agricoltura di elevata qualità senza OGM.

 “Di fronte a questo schiacciante 85% – afferma Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente – il Governo italiano deve almeno decidere subito che il Padiglione Italia sia No OGM ed esponga il meglio delle agricolture amate dai nostri cittadini che sono un vanto per il nostro Paese e per il nostro export”.

È anche importante che si lavori da subito ad un documento coraggioso per le conclusioni dell’EXPO – ha sottolineato Pecoraro Scanio – tenendo conto di quel protocollo di Milano, suggerito sia dal sindaco Pisapia che dalla Barilla con il sostegno di Carlo Petrini. Un documento che, a mio avviso, andrebbe coordinato proprio dal fondatore di Slow Food e Terra Madre, che sia dalla parte dei contadini e degli agricoltori del mondo e che imponga alle multinazionali del cibo un netto cambio di strategia”.

Sembra quindi che la consapevolezza dei cittadini italiani stia progressivamente crescendo in virtù del fatto che anche le esigenze proprie e dell’ambiente in senso generale, si stiano modificando. Sempre più consumatori esigono elevati standard di qualità senza l’utilizzo di prodotti chimici. È sempre azzardato formulare giudizi ma, ad un primo impatto, sembra che l’aumento dei casi di cronaca per quanto riguarda cibo e alimentazione, abbia risvegliato le coscienze dei consumatori italiani.

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