fbpx

Due App made in Italy per misurare l’inquinamento

inquinamento

Misurare l’inquinamento in modo tecnologico ed innovativo? In un futuro, grazie a due progetti ambiziosi, sembra proprio che possa essere possibile.

Le città italiane sono ormai strette nella morsa dell’inquinamento ed è un problema noto contro il quale si cercano sempre soluzioni valide tuttavia, le misure attualmente adottate dagli enti locali non sembrano adeguate.

Le misure adottate più comuni sono:

  • pedonalizzazioni;
  • divieto di usare le auto.

Questi due interventi, di fatto, non risolvono un problema che sistematicamente si ripete proprio a causa della scarsa efficacia delle misure adottate.

Le sostanze nocive che maggiormente si trovano nell’aria sono:

  • biossido di zolfo;
  •  piombo;
  •  ossidi di azoto;
  •  polveri;
  •  monossido di carbonio;
  • altre sostanze provenienti da gas di scarico di autoveicolicentrali elettriche, fabbriche, impianti di incenerimento e caldaie.

Recenti stime dell’Oms, individuano circa 8 mila morti l’anno a causa dell’inquinamento.

Come misurare questa ingente quantità di inquinamento?

Un aiuto proviene dalle App realizzate grazie al progetto Everyaware e seguito dalla Fondazione ISI di Torino e realizzato da un team di ricercatori belgi, italiani, britannici e tedeschi.

La prima App  si chiama AirProbe e promette di essere in grado di monitorare l’esposizione umana all’inquinamento atmosferico, perché collegata ad una scatola di sensori alimentati a batteria che, una volta inviato il segnale ad un server centrale, permette, tramite Bluetooth di collegarsi con lo smartphone individuando la presenta di sostanze dannose e inquinanti. Questa applicazione per smartphone è ancora in fase iniziale e di sperimentazione a Torino, Anversa, Kassel e Londra.

L’altra App dedicata a misurare l’inquinamento si chiama WideNoise  ed è già disponibile per iOS e Android e permette di rilevare i livelli dell’inquinamento acustico; altro immane problema che affligge le città italiane.