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Disturbi specifici apprendimento, i criteri standard usati per la diagnosi

Sono tantissimi i bambini che soffrono di disturbi specifici apprendimento ma non sempre è semplice ottenere una pronta diagnosi. Molto spesso i primi segnali dati dal bambino vengono sottovalutati dagli adulti e la difficoltà del piccolo rispetto alla comprensione, alla lettura e alla scrittura viene confusa con poca applicazione. Diagnosticare i DSA per tempo è davvero molto importante e può fare la differenza per il bambino. Quali sono alcuni dei criteri standard che ad oggi vengono maggiormente utilizzati?

Dislessia

DISTURBI SPECIFICI APPRENDIMENTO, A ROMA SEMINARIO CEI PER FORMARE GLI INSEGNANTI

  • Il disturbo evidenziato non deve essere direttamente causato da difetti non corretti della vista oppure dell’udito.
  • Il bambino non deve soffrire di anomalie e/o compromissione al sistema nervoso centrale.
  • Non devono essere presenti fattori esterni capaci di fornire una sufficiente motivazione per le difficoltà scolastiche: le difficoltà incontrate dietro il banco dal piccolo insomma non deve essere causato per esempio da problemi di personalità o da lacune da riferire direttamente a condizioni familiari carenti (gruppi sociali svantaggiati, per esempio).

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E DIFFICOLTÀ, ECCO LE DIFFERENZE

Sono questi alcuni dei criteri standard che vengono presi in considerazione per effettuare una prima diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento. I DSA comprendono differenti problematiche: dislessia, disgrafia, disortografia, disturbo specifico della compitazione e discalculia. In Inghilterra, all’interno del vasto mondo dei disturbi specifici dell’apprendimento, sono considerate anche disturbo specifico del linguaggio, disprassia, disturbo dell’elaborazione auditiva e disturbo dell’apprendimento non verbale. E’ possibile che un sogetto possa soffrire anche di più disturbi in contemporanea.

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