Aumentano del 29% gli occupati nell’agricoltura. I 10 consigli della Coldiretti

Lavoro Agricoltura

L’agricoltura, a dispetto di ciò che si pensi, fa un passo avanti sul fronte dell’occupazione. Nei primi mesi del 2013 è stato registrato un aumento delle assunzioni pari circa al 29% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se consideriamo la situazione attuale generale delle assunzioni si tratta di una vera e propria controtendenza. Questi dati sono stati divulgati dalla Coldiretti Toscana, basati su dati Istat. Più precisamente, si è passati dai 17 mila lavoratori agricoli, nei primi mesi del 2012, ai 22 mila dello stesso periodo 2013. In oltre si registra anche un aumento del 7% tra occupati dipendenti ed indipendenti, calcolandone circa 3mila in più rispetto all’anno prima.

Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana, afferma che il boom degli occupati è in parte legato al desiderio dell’uomo di tornare a contatto con la natura. Può sembrare banale ma in un periodo di crisi come questo, è sempre più forte il richiamo della natura.

Come accade per ogni mestiere, non ci si improvvisa agricoltori: occorre informarsi sia sul contatto con la natura, ma anche sugli aspetti legali, fiscali e burocratici che questo mestiere richiede.

Coldiretti, per aiutare chi si sta avvicinando a questo mestiere, ma sono consigli utili anche per chi già se ne occupa, ha stilato una mini guida di 10 mosse per lavorare come agricoltore.

  1. L’importanza di un’idea: Avere un’idea di impresa agricola significa individuare che tipo di “imprenditore agricolo” si vuole diventare: cioè in quale campo ci si vuole specificare. Quello “tradizionale” (si riferisce alla produzione di uno specifico comparto) mentre quello “innovativo” considera i nuovi approcci alla natura con specifiche opportunità offerte dalla legge. Inoltre, non bisogna sottovalutare le strategie di marketing, tendendo presente, ad esempio, le reti, il territorio, la qualità, l’agriturismo e la possibilità di creare una fattoria didattica.
  2. Osservare il territorio: Mediante un’analisi occorre tenere sotto controllo il mercato, i concorrenti e le normative. In questo modo, sarà possibile analizzare le potenzialità aziendali in funzione di un posizionamento sul mercato.
  3. Ascoltare altre esperienze: Chiedere consiglio a chi, prima di voi, ha già sperimentato questa nuova iniziativa. Permette di fare il punto della situazione.
  4. Avvalersi dell’aiuto di consulenti: L’idea da sola non basta, occorre trasformarla in un progetto di sviluppo imprenditoriale. Per questo, avvalendosi dell’aiuto di specialisti, bisogna redigere un Business Plan economico e finanziario.
  5. Fonti di finanziamento: Valutare tutte le possibili fonti di finanziamento. L’acquisto del terreno è un problema? Valutate la possibilità di accendere un mutuo presso Ismea che si occupa di finanziamenti delle piccole imprese contadine.
  6. Accedere alle risorse dei Piani di Sviluppo Rurali: Con l’aiuto di professionisti si può fare domanda per richiedere i finanziamenti che occorrono. Ma il problema riguarda i tempi delle procedure che spesso, sono molto lunghi. Solitamente le procedure per accedere alle risorse dei Piani di Sviluppo Rurali per i giovani, richiedono circa 275 giorni tra l’approvazione del programma e l’uscita del bando.
  7. Finanziamento privato: Molte banche offrono condizioni vantaggiose per i giovani. Grazie all’accordo con Creditagri si riescono a trovare varie soluzioni. Attenzione però alle garanzie, perché errori possono comportare il rischio di bruciare il capitale appena costruito o quello dei genitori.
  8. Improvvisazione o formazione?: Una formazione minima di base in campo agricolo è importante, ma non obbligatoria perché esistono vari corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale che forniscono le competenze adatte e avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale.
  9. I 3 passaggi per avviare un’impresa: Aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate; iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la Camera di Commercio se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno e iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.
  10. Tempo e burocrazia: La burocrazia è, di fatto, un peso sia nell’avvio sia nell’esercizio dell’attività imprenditoriale vera e propria. Il settore agricolo, come accade anche negli altri settori, è spesso protagonista di tempi che si dilatano a dismisura.

Nonostante quest’ultimo problema, l’importante è non perdersi d’animo, perché la natura ci ripaga in qualità il tempo perso in quantità.