Assosementi: girasoli, sostenibilità e tracciabilità

Girasoli

Sostenibilità, tracciabilità e giusta remunerazione della qualità: questi sono gli strumenti adatti per avere rese superiori dei girasoli. Ed è ciò che è stato sottolineato in un convegno sostenuto da Assosementi con la collaborazione del Cra ad Abbadia di Fiastra, Macerata.

Da un primo rapporto si evince: “L’Italia centrale deve esprimere una convinzione ancora più forte sul girasole puntando su una maggiore sostenibilità e tracciabilità dei raccolti e organizzando la produzione affinché venga remunerata anche in base alla sua qualità, in particolare al contenuto in olio che è la sua principale destinazione commerciale. In questo momento poi leprospettive di mercato appaiono buone, di fronte alla stima di minori raccolti e al ritardo di alcuni Paesi del Sud America, ma è indispensabile fare sistema dando vita a progetti anche locali per non perdere nessuna delle opportunità che il mercato può presentare. Se vogliamo dare futuro alla coltura del girasole senza subire passivamente i riflessi del mercato mondiale, occorre lavorare per migliorare il valore del nostro prodotto”.

Giuseppe Carli, è il presidente della sezione sementi di colture< industriali di Assosementi e sottolinea che l’Italia centrale è l’area in cui si concentra circa il 90% delle coltivazioni di girasoli.

Carli evidenzia inoltre: “Le prove sperimentali che le aziende di Assosementi promuovono ogni anno ormai dal 2000 in Umbria, Marche e Toscana, per verificare le attitudini produttive e qualitative delle varietà di girasole in commercio, costituiscono un supporto indispensabile per le scelte degli agricoltori. Le prove realizzate nel 2013 hanno visto differenze fino al 14% tra le rese in olio delle varietà valutate in campo e una produzione media, nella Regione Marche, pari a 3,69 t/ettaro in semi di girasole e di 1,57 t/ettaro in olio.

Sostanzialmente la potenzialità produttiva media per ettaro del girasole continua ad aumentare.

I girasoli sono uno dei più allegri simboli dell’estate. È possibile coltivarli in vaso a partire dai semi, grazie a vasi di circa 15-20 centimetri di diametro.

Attenzione al sole però, perché durante la crescita dei germogli è preferibile non posizionare direttamente il vaso in pieno sole. Quando la piantina avrà raggiunto circa 10-15 centimetri si potrà spostarla al sole ed esporli a luce diretta.