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News/Eventi

Dopo i cali registrati negli ultimi anni a seguito della crisi economica che ha ridotto la capacità d’investimento di privati, imprese di manutenzione e amministrazioni pubbliche, il primo semestre del 2014 registra un + 9,2% per il mercato delle macchine per il giardinaggio e la cura del verde, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in Italia.Questi sono i dati forniti dall’associazione dei costruttori Comagarden (FederUnacoma) in collaborazione con il gruppo di rilevamento Morgan, i quali, ci dicono che la ripresa del mercato italiano con le sue prospettive di sviluppo su mercati esteri saranno ulteriormente monitorare in occasione di incontri dedicati. Ed è a Bologna, quindi, che il comparto si da appuntamento  dal 12 al 16 novembre per il Salone specializzato nelle macchine e negli attrezzi per la cura del verde di Eima Green. Evento a cui saranno presenti oltre 200 industrie specializzate nella meccanizzazione per il giardinaggio e la cura del verde provenienti da diversi Paesi, andando a ricoprire un’area espositiva di oltre 20 mila metri quadri, al quale si aggiungerà uno spazio completamente dedicato al florovivaismo con piante e sementi da orto.In base all’andamento della prima metà dell’anno troviamo, in dati, un incremento del 9,1% per i rasaerba con un attivo del 5,6%, del 10,5% per le motoseghe, del 21,5 per i decespugliatori con incrementi superiori alla media del + 11,6% e del 22% per i trattorini, mentre in flessione risultano i trimmer (-20,4%), i tagliasiepi (-12,3%), e i ride-on per uso professionale (22,5%), in ragione di oltre 1.051.000 macchine e attrezzature complessivamente vendute rispetto alle 1.008.000 dell’anno precedente.Questi sono dati che ci permettono quindi di prevedere a fine 2014 un bilancio ancora in attivo, con un incremento del 4,3% rispetto al 2013.as opposed to a thin surface film that can become scratched miranda lambert weight loss Matthew Williamson to launch spring collection for H You can kind of see that miranda lambert weight lossBuy Abercrombie Fitch On Earnings Momentum

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Un buon modo per mettere un freno alla sempre più aggressiva avanzata di cemento, aiutando i giovani nella pratica di attività formative e sostenibili utili alla crescita personale e alla comunità, ci viene fornito dal comune di Alpignano (TO), dove è stato avviato il progetto “Urbi et orti”.In questo progetto, partito lo scorso anno anche grazie alla collaborazione dell’Enaip, ente di formazione del territorio, l’amministrazione ha deciso di mettere i propri terreni a disposizione dei giovani affinché li coltivino, favorendo anche il ritorno alla terra, in luoghi dove secondo precedenti disposizioni, progetti comunali destinavano un parcheggio. Si tratta di un progetto di comunità dove l’Einap ha inviato i suoi studenti, con una favorevole contro risposta da parte dei giovani del territorio nello sposare l’iniziativa, e la Coldiretti ha prestato inizialmente le sue capre per riuscire a togliere le erbacce.Oltre a quello di promuovere l’agricoltura dando quindi nuove opportunità di lavoro ai giovani, secondo l’amministrazione l’obbiettivo è quello di recuperare terreni comunali, trasformandoli quindi in nuove opportunità anche imprenditoriali. Le idee sono molte, anche tra i giovani che si stanno cimentando in nuove pratiche di coltivazione o che realizzano eventi stravaganti nel loro orto, come per esempio rappresentazioni teatrali tra i pomodori.Esistono diverse ragione per parteciparvi. Potrebbe essere per rilassarsi, godendo dei benefici del contatto con la natura, per sviluppare la creatività o mettere in pratica i propri studi. Il raccolto viene poi suddiviso tra quanti hanno contribuito alla sua crescita.L’area messa a disposizione è dismessa da circa 30 anni e sorge nel centro storico. Una zona che, prima del progetto, era utilizzata come deposito di macerie e che ora dei ragazzi, per lo più under 30, ci coltivano insalata, pomodori e altri ortaggi, utilizzando pratiche di coltivazione sostenibile. Nell’orto infatti, si coltiva anche a partire da alcuni scarti di produzione, come possono essere i torsoli dell’insalata, utilizzando macerati naturali nel caso di infestazioni, viene lasciata l’erba per mantenere un corretto ecosistema e si ricorre all’aiuto di insetti utili per la crescita delle piante.

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A Barcellona, sulla facciata del teatro Raval, è recentemente comparso un giardino verticale.Il giardino verticale rappresenta un autosufficiente e sofisticato sistema di coltivazione che apporta numerosi benefici in termini di risparmio.Grazie all’istallazione di pannelli solari, è possibile controllare la pompa per la distribuzione dell’irrigazione la quale è proprio alimentata dai pannelli.Un nuovo giardino verticale ora ricopre la facciata del Teatro Raval di Barcellona. Si tratta di un sofisticato sistema di coltivazione e di irrigazione che risulta del tutto autosufficiente. Le riserve d'acqua sono integrate nella facciata e la pompa per la distribuzione dell'irrigazione è alimentata da pannelli solari.L’idea è nata principalmente con l’obiettivo di rendere la città di Barcellona più verde.Il progetto per la creazione del giardino verticale è nato nei primi giorni del mese di novembre 2013 ed in poco tempo è stato allestito tutto il necessario per apporre il giardino sulla facciata del teatro.La superficie totale della facciata ricoperta è di circa 45 mq, che ora appare di un colore verde acceso che attrae l’attenzione di residenti e turisti.Lo spazio per il sistema di irrigazione ed il supporto strutturale è stato costruito grazie al sistema eco.bin.Sulla facciata si riconoscono alcune varietà di piante tra cui il Chlorophytum comosum e il Plectranthus.Questo giardino può essere ulteriormente definito “green” perché per l’irrigazione non servono fonti idriche esterne. Infatti, grazie all’acqua piovana che viene raccolta dal tetto del teatro, è possibile provvedere all’irrigazione.Sul tetto del teatro sono stati posti i pannelli solari che donano l’energia necessaria alla pompa idrica che apporta l’acqua dal serbatoio, in cui è custodita l’acqua piovana, verso la parte alta del giardino. Successivamente, l’acqua viene portata verso parte bassa fino al raggiungimento di tutte le piante presenti sulla facciata.

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Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione verso la pratica del riciclo che si sta trasformando sempre più in una vera e propria arte. Purtroppo anche la cucina è un luogo dove avvengono moltissimi sprechi perché molti sottovalutano le infinite possibilità che si celano dietro l’avanzo del cibo. Grazie agli scarti, come ad esempio le radici di ortaggi, è possibile coltivare delle piante. Con pochi e semplici passi è possibile far ricrescere naturalmente un’infinità di frutta e verdura. Gli esperti sostengono che sia sufficiente conoscere le varietà che più si prestano a questa pratica. In linea generale si possono rilevare almeno 10 esemplari molto comuni ed usati in ambito culinario. Molto importante è la qualità degli scarti alimentari, maggiore è la qualità migliore sarà il prodotto che se ne ricaverà. La coltura biologica poi, favorisce ulteriormente una buona ricrescita di ortaggi genuini. Ad esempio, scalogno, porri, erba cipollina, cavolo, lattuga romana, sedano e finocchio riescono facilmente a ricrescere grazie alla radice bianca del vegetale. Partendo dalla radice, riporla in un barattolo di vetro con un po’ d’acqua e posizionarlo in un luogo soleggiato. Dopo poco tempo la pianta inizierà a germogliare e sarà possibile iniziare a tagliare la quantità che occorre in cucina. Il consiglio è quello di mantenere la radice sempre bagnata cambiando l’acqua almeno una volta alla settimana. Anche nel caso della lattuga o del sedano, una volta tagliati i gambi sarà sufficiente riporre la radice all’interno di un contenitore. L’acqua immessa deve essere sufficiente a coprire la parte bianca del gambo ma non l’estremità. Con questa pratica del riciclo sarà possibile far ricrescere nuovi ortaggi con una maggiore attenzione verso l’ambiente.

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L’idea è tutta americana e appartiene al vincitore di un concorso per ripensare all’edilizia urbana. Dean Moran, con lo slogan del progetto vincitore,  grow, teach, eat & share, fornisce a ospiti e cittadini la possibilità di creare luoghi di condivisione.Le persone hanno la possibilità di coltivare un orto sul tetto dell’hotel e mangiarne i prodotti.Questa idea, che ha vinto il concorso Allotment,crea una vera e propria comunità e fornisce inoltre la possibilità di usufruire dei prodotti coltivati, mangiandoli nei ristoranti degli alberghi.Attualmente il progetto prevede il coinvolgimento di quattro unità chiamate: Il Mercato, Il Ristorante, Il Viaggio del cibo e Il Tetto. Tutte queste unità sono strettamente connesso tra di loro e con chi lavora in loco l’orto.Come si accennava, il progetto è dedicato a visitatori e cittadini perché ai cittadini si da la possibilità di vendere i propri prodotti coltivati secondo tutti i principi di sostenibilità.Sempre secondo questa collaborazione tra diverse unità, Il Mercato fornirà i prodotti a Il Ristorante, dove gli ospiti dell’hotel potranno servirsi dei prodotti scelti e serviti freschi ogni giorno.Con Il Viaggio del cibo, invece si potranno effettuare tour e creare veri momenti di condivisione in cui scambiare opinioni, pareri e consigli tra utenti e commercianti.Il focus sarà sui cibi, sugli ingredienti, sulle tecniche di cottura e sulla coltura biologica. Lo scambio e la condivisione “termina” sul tetto dell’hotel, in cui visitatore, ospiti e commensali avranno la possibilità di continuare a rilassarsi, curare un giardino, dialogare e consumare bevande.In termini pratici questo ambizioso progetto coniuga design e natura in un progetto innovativo sostenibile e social.In Italia, questa idea ancora non è stata attuata speriamo che presto si realizzi anche nel Bel Paese noto, anche all’estero, per la salutare dieta mediterranea.Despite a little drama between Amber and Cassandra weight loss tips Short Hair Curly Hair and Long Hair Styling Tips day to day functions found in men jewelry articles rob kardashian weight lossGood For Small To Medium Size Lawns

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Si è giunti in piena estate ed è anche quindi tempo di vacanze. Molti sono preoccupati di non riuscire ad annaffiare adeguatamente le piantine perché si va in vacanza. La soluzione può essere individuata nella creazione di un vaso autoirrigante che oltre a favorire un risparmio economico è anche molto semplice da realizzare. L’utilizzo di questo vaso, soprattutto durante i periodi più caldi, può essere una ottima soluzione per poter salvare le piante presenti in balcone dall’eccessiva afa. Come si realizza un vaso auto irrigante? Munirsi di bottiglie di plastica o di vetro, un filo (circa un metro) ed un pezzo di rete metallica. Nel caso di riutilizzo di bottiglie di plastica, tagliare con le forbici la bottiglia di alcuni centimetri sotto il “collo” come se si andasse a creare un piccolo vaso. Prendere il cordino o filo di circa un metro e tagliare la lunghezza che consenta di raggiungere il fondo della bottiglia tagliata e fissarlo con un nodo al centro della retina metallica (si può usare anche quella comunemente usata per produrre le zanzariere). Posizionare la retina all’interno della bottiglia e lasciare che cordino esca dalla bottiglia di qualche centimetro. Giunti sino a qui, si può procedere con l’inserimento della terra ed il posizionamento della piantina. Dopo aver effettuato il travaso della pianta, mettere il “collo” della bottiglia in un contenitore colmo di acqua a “testa in giù”. Con questa pratica il cordino assorbirà l’acqua e la trasferirà lentamente alla pianta. Si stima che con questa pratica si abbia un’autonomia idrica di circa due giorni. Si tratta di un metodo ecologico e molto utile anche per la possibilità di effettuare un riciclo di bottiglie di plastica solitamente gettate via in grande quantità.there were quite a number of instances of jumpiness and flicker that miranda lambert weight loss Miami International Fashion Week 2010 The first of them is unity aka cohesion or synergy snooki weight lossFall Fashion Tips for 40

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