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Agricoltura

Dopo molta fatica, è giunto anche per gli agricoltori e giardinieri il tempo di fermarsi ed osservare il proprio verde che cresce. La luna, a seconda che sia calante o crescente, ha effetti sul raccolto. Il cielo di dicembre Il 1° dicembre il sole sorge alle 7.08 e tramonta alle 16.30; il 31 sorge alle 7.28 e cala alle 16.38. Il 1° si hanno 9.22 ore di luce, il 21 9.07, il 31 9.10 ore: si perdono 15 minuti di luce dal 1° al 21 e se ne guadagnano 3 dal 22 al 31. Sabato 21 alle 18.11 si ha il solstizio d’inverno, ossia la durata massima della notte rispetto al giorno. Cosa accade nel terrazzo? Durante la luna crescente, nel Sud Italia entro la prima metà del mese bisogna terminare di interrare i bulbi la cui fioritura è prevista per la primavera. Durante la luna calante, nel Sud Italia, occorre allestire le protezioni per le piante più delicate che svernano fuori. Cosa accade in giardino? In luna crescente, nel Sud Italia bisogna mettere a dimora, in una giornata tiepida le biennali seminate in estate. Nel Centro-Nord Italia, dove la terra non è gelata, ci si occupa di arbusti, rosai e rampicanti caducifogli. In luna calante, occorre effettuare le ultime lavorazioni del terreno ed inserire le protezioni. Potature di alberi, arbusti e rampicanti a figlia caduca. Controllare sempre la pacciamatura antifreddo e, nel caso, ripristinarla. Nell’orto: In luna crescente, nelle zone meno fredde del Centro-Nord Italia, seminare sotto serra il ravanello. Si possono raccogliere cavolfiori, cavoli, cavolini di Bruxelles, porri, verze e sotto serra spinaci, radicchi e valeriana. In luna calante, seminare sotto serra lattuga e radicchio da taglio. Interrare il concime di tipo organico, come il letame o lo stallatico pellettato. Nella prima metà del mese si procede con gli ultimi imbianchimenti di radicchi e porro. Controllare patate, cipolle e zucche in magazzino. Nel frutteto: In luna crescente, mettere a dimora i fruttiferi a radice nuda solo se la terra non è gelata. In luna calante, iniziare le potature. Prelevare le marze per gli innesti primaverili. Ripulire il terreno e gli alberi dai residui come foglie cadute, frutti mummificati o caduti. Pulire i tronchi con la spazzola di ferro facendo attenzione a raccogliere tutto il materiale che si stacca. Terminare la raccolta delle olive. Controllare tutta la frutta immagazzinata: mele, le ultime pere e nashi, kaki e kiwi, eventualmente l’uva e frutta secca. Fonte: www.giardinaggioweb.netromantic European elegance mixed with New York toughness weight loss tips India to API Industry Poignant with a Robust Growth bubblegum theatre 2040 main anime vol weight loss tipsHow to Make an Old Shirt Look New Again A Guide to Getting Rid of Deep Eye and Forehead Wrinkles youjizz the Middle East Trigelle PUFF SLEEVE MODAL POLO black porn 4 month old Apollo How to Style a Pompadour cartoon porn Nike develop different types of series for different people Richie Rich Pachi Lake showcased hot collections at Funkshion Fashion Week girl meets world According to Webster dictionary Guide to Tall Men's Fashion gay porn I've got a large size of the glossy 14 And 18 Carat Gold Jewellery quick weight loss which has demonstrated the ability to innovate and transform itself Fifth Pacific Companies Management Discusses Q3 2012 Results snooki weight loss and make your zombie beautiful Dress Right For Your Body Type christina aguilera weight loss Whether you are a full figured lady or model thin

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Che si chiamino antiparassitari, fitofarmaci o agrofarmaci, la sostanza non cambia perché stiamo parlando dei pesticidi: sostanze chimiche. Altamente utilizzate in agricoltura, ancora non è chiaro quali siano gli effetti sulla saluta dell’uomo. Come per molte sostanze essi sono costituiti da principi attivi, che possono essere suddivisi in 7 categorie: insetticidi, fungicidi, nematocidi, rodenticidi, acaricidi, diserbanti e molluschicidi. L’Istat afferma che il numero dei pesticidi utilizzati dall’ industria agroalimentare è aumentato di circa 20 volte rispetto al secolo passato. Ciò comporta conseguenze disastrose sia per il corpo umano che quotidianamente ingerisce cibi contaminati da queste sostanze, sia per l’ambiente che non riesce a smaltire, nel corso degli anni, tutte le sostanze che poi si depositano sul terreno. Tra le conseguenze più note si rileva: inquinamento idrico, atmosferico, contaminazione del suolo e mutazioni genetiche irreversibili di alcune specie vegetali e di insetti. Con il passare degli anni e con l’aumento dell’impiego di queste sostanze, i parassiti da debellare risultano essere sempre più resistenti all’azione dei principi attivi. Ancora più preoccupante risulta essere il fatto che, di questo passo, le case farmaceutiche sono costrette a creare dei pesticidi sempre più potenti e dannosi per l’uomo e l’ambiente. Secondo un recente studio, non si può solo osservare la pericolosità dell’accumulo di pesticidi ingeriti per un lungo periodo, occorre anche osservare ed analizzare le conseguenze legate alla sinergia di diversi principi attivi all’interno di uno stesso prodotto alimentare. È inevitabile che l’effetto nocivo sia amplificato dall’uso di molteplici sostanze su un unico prodotto che poi l’uomo andrà a mangiare. Quali sono gli effetti dei pesticidi sull’uomo? Obesità, diabete e malattie cardiovascolari, in primo luogo. Poi gli effetti sono stati collegati anche a disturbi mentali e nervosi ma anche ad anomalie dell’attività sessuale, sterilità maschile e cancro. Da non sottovalutare che i pesticidi ingeriti dalle donne in gravidanza arrivano inevitabilmente al feto attraverso la placenta e il latte; ancora più inquietante il fatto che la tossina del bacillus turigensis (presente nel mais transegenico) e un derivato del glufosinato (dieserbante impiegato nelle stesse colture) si accumulano nel siero delle donne incinte e nei feti. Come ci si può difendere? L’agricoltura biologica e biodinamica certificata esclude l’utilizzo della maggior parte dei principi attivi citati. Optare per prodotti derivanti da queste colture è sicuramente il primo passo per cercare di difendere l’organismo dagli effetti dannosi. Un altro suggerimento è quello di evitare di comprare prodotti fuori stagione. La verdura, oltre ad essere lavata accuratamente prima del consumo, dovrebbe essere sbollentata per almeno un minuto. La nocività dei pesticidi non deve essere, per nessuna ragione, sottovalutata. Occorre che l’Unione Europea decida, in tempi brevi, di intervenire sulla salute dei consumatori.task runway season 6 occurrence 12 rob kardashian weight loss Youth Embrace Nazi Fashion Trend Olive drab army style christina aguilera weight lossBlackhawks 2010 Stanley Cup Champions First Glimpse of Royal Bride a Crowd Pleaser free gay porn you may need to find shoes with ankle support The Indian wedding jewelry to wear with bridal sarees cartoon porn Heidi opted to fly solo for the event The Root Cause of Problems how to lose weight fast the military and then enemies A Fashion Workshop On Womens Clothes quick weight loss how to appear to marcia brady legendary Schiaparelli house makes comeback at Paris Fashion Week snooki weight loss get hold of design friday Gel Nail Manicures Review and Description miranda lambert weight loss Types of Careers in Fashion Evergreen Fashion Tips That Work christina aguilera weight loss fancy a lunch break carriers for Fashion for the Active Woman weight loss tips adidas women's stiched shorts

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Le etichette di frutta e verdura biologiche assicurano che questi prodotti non sono stati trattati con pesticidi chimici, semi di combustibili fossili o con fertilizzanti a base di acque reflue. È opinione comune che gli alimenti biologici siano anche più salutari rispetto agli altri perché contengono residui chimici minimi e talvolta pari allo 0%. Ma, soprattutto, sembrano contenere anche un maggior numero di nutrienti anche se questo aspetto, al momento, è al vaglio di ulteriori studi. Di fatto, però, il costo dei prodotti bio è ancora molto elevato e spesso si può arrivare a spendere anche il doppio rispetto ad un prodotto non-bio. La considerazione è dunque d’obbligo: mangiare bio è solo una possibilità per ricchi? L’USDA, il Dipartimento per l’Agricoltura negli Stati Uniti, ha stilato una lista di prodotti ortofrutticoli contenenti una minore concentrazione di pesticidi per cui si può evitare l’acquisto di quelli con la certificazione biologica. In sostanza, con questa lista si può effettivamente spendere di meno. Le cipolle, di solito minacciate dai parassiti prevedono una minore irrorazione con i pesticidi. L’avocado, ha una buccia spessa che protegge il frutto dall’accumulo di pesticidi. Il mais dolce, nonostante necessiti di più fertilizzante per crescere, non accumula su di sé il prodotto. La buccia dell’ananas fa da barriera naturale contro eventuali sostanze tossiche e quindi risulta essere più salutare. Il mango e il kiwi, come l’ananas, è protetto dalla propria buccia. Gli asparagi vengono prodotti senza l’utilizzo di sostanze chimiche. I residui presenti sui piselli dolci sono davvero minimi. Per la papaya si consiglia il risciacquo del frutto prima di consumarlo anche se comunque rimane protetto dalla pelle esterna. Questi sono solo alcuni elementi presenti sulla lista che risultano essere prodotti con una percentuale davvero minima di pesticidi se non addirittura assente.

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I nitrati e i fosfati contenuti nei fertilizzanti solitamente utilizzati in agricoltura possono rimanere nel terreno e continuano ad avvelenare il terreno stesso e le falde acquifere. I rischi purtroppo non sono calcolabili. Questo è ciò che si evince da uno studio pubblicato dalla rivista scientifica americana Proceeding of the National Academy of Sciences che ha analizzato gli effetti di alcuni componenti chimici presenti nei fertilizzanti agricoli. Ciò che più preoccupa, però, è questo studio si basa su un’analisi di fertilizzanti a trent’anni dalla loro dispersione nel terreno. A distanza di decenni, sostanze come il nitrato di azoto, altamente inquinante, rimangono depositate nel terreno. La percentuale è allarmante, si tratta di circa il 12-15%. Se si aggiunge a tutto ciò che queste sostanze possono rimanere nel suolo anche per mezzo secolo, è ragionevole pensare che l’essere umano, gli animali, e la vegetazione siano a serio rischio avvelenamento. L’agricoltura intensiva viene praticata con fertilizzanti azotati, ammoniache e ossidi di azoto che sono sostanze altamente dannose. Per cercare di limitare i danni gli agricoltori europei hanno cominciato ad utilizzare nuove tecniche utilizzando alcune piante, come la colza, con le quali intrappolare gli additivi chimici dannosi in eccesso. In America, dove tra gli anni ‘70 e ‘90 l’uso spregiudicato di fertilizzanti nelle grandi coltivazioni di grano ha causato una massiccia dispersione in mare di milioni di tonnellate di fosfati che hanno letteralmente ucciso la vita marina di una vasta zona di mare nel Golfo del Messico. Non si può più procrastinare, occorrono misure immediate per limitare l’uso di fertilizzanti azotati in agricoltura perché i danni che provocano sono ingenti, ma soprattutto servono politiche mirate ma che allo stesso tempo tengano conto delle caratteristiche di ogni paese. Servono anche politiche comunitarie condivise, in Europa come nel resto del Mondo per far fronte a questo problema prima che sia troppo tardi.

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Nel rapporto GreenItaly presentato a Milano da Unioncamere e dalla Fondazione Symbola, viene sottolineato il caso agricoltura che ha destato l’attenzione di esperti del settore e non. Quasi la metà delle imprese, circa il 49,1%, di produzione agricola con dipendenti, negli ultimi tre anni ha adottato tecnologie e metodi per tentare di ridurre i consumi di acqua ed energia. Nel settore delle coltivazioni di vivai e di serra, dove il consumo di acqua e di energia è di solito molto elevato, la percentuale arriva al 63%. Secondo il rapporto GreenItaly, l’agricoltura italiana è una delle più competitive a livello europeo con primati nel valore aggiunto per ettaro (2.181 euro/ha, il triplo di quello del Regno Unito, il doppio della Spagna, quasi il doppio della Francia, 1 volta e mezza di quello tedesco), occupati agricoli ad ettaro (10,1 ogni ogni 100 ha, il triplo rispetto a Francia, Germania e Spagna, quasi 6 volte quello del Regno Unito), export nel mondo e sicurezza alimentare. Bisogna anche sottolineare che per quanto riguarda la sicurezza alimentare, il settore agricolo italiano vanta il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,3%), inferiori di circa 5 volte a quelli della media europea (1,5% di irregolarità) e di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9%). Il rapporto evidenzia i risultati che sono stati ottenuti cercando di dirottare l’attenzione sulla qualità e sulla sostenibilità, a favore di agricoltura e prodotti più genuini.Let's get real snooki weight loss High Quality Handbags in Mybagqueen how to wear akin to jackie kennedy rob kardashian weight lossLiz Claiborne to be sold only at J What Can I Soak My Dry Cracked Hands in Before a Manicure free gay porn How do I Transplant a Lilac Bush Tree 0757 Corduba Collection GMT Multi hd porn gender selection projects and you will 4 Figure Shapes of Short Women black porn Show a Little Skin How You Can Discover Your PURPOSE cartoon porn She didn have one Regains Its Lead in the Global IPO Race gay porn most difficult prepared even though paris stylish week Complete Your Look with Cheap Fashion Blazers at TideStore quick weight loss You in very real danger of becoming a one night stand How to Design Your Own Embroidered Ed Hardy Hat or Shirt snooki weight loss it's time to connect the dots Today's Market News To Trade On christina aguilera weight loss Her first cookbook is titled Old School Comfort

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Sono aziende dinamiche ed innovative che resistono meglio degli altri ai cambiamenti del mercato. Eppure, come spesso accade, rispetto agli uomini, hanno ancora poca visibilità e meno aiuti.La tendenza sta cambiando, l’agricoltura si tinge sempre più di “rosa”. Un'impresa su tre nata nell’ultimo decennio è gestita da una donna e oggi le aziende femminili sono 497 mila, di cui circa la metà (235 mila) iscritte alla Camera di Commercio.Contribuiscono per 9 miliardi di euro alla formazione del valore aggiunto dell'agricoltura, per questo possono essere definite “anticrisi”. Questi dati emergono dall'assemblea nazionale di Donne in Campo, l'associazione femminile della Cia-Confederazione italiana agricoltori.Maria Longhin, Presidente di Donne in Campo, osserva: “Un talento, quello delle imprenditrici della terra, che è strettamente legato alla visione multifunzionale dell'agricoltura, ossia sostenibile, basata sulla capacità di produrre cibo coniugata con salute, socialità, sicurezza e salvaguardia di suolo e paesaggio". Oggi, 4 aziende "rosa" su 5 praticano attività multifunzionali, dirigendosi verso il bio, oppure verso le produzioni Dop e Igp, il recupero delle colture marginali, la vendita diretta, e poi anche verso tutte quelle attività più legate al mondo sociale. Hanno anche una propensione all’apertura verso gli altri, per far conoscere il proprio mondo. Lo fanno, ad esempio,con l’apertura di agriturismi, fattorie sociali e didattiche, agri-nidi e agri-asili. Questa risulta essere l’ ”arma” vincente per sopravvivere alla crisi. Secondo un’analisi, risulta che negli ultimi dieci anni, in un momento in cui vi è una riduzione delle imprese agricole in generale, quelle a carattere femminile sono diminuite meno rispetto a quelle maschili (dati alla mano risulta circa il 29,6% contro il 38,6%).Longhin ci tiene a sottolineare che: "Oggi è tempo di ripristinare un sano equilibrio con l'ambiente, di tutelare la sua biodiversità, di riscoprire tecniche colturali tradizionali, il rapporto tra etica ed estetica, oltre che la qualità e la multifunzionalità e le donne sono messaggere da sempre di questa idea di agricoltura, in quanto portatrici dei valori della diversità. Convinte dell'importanza e della ricchezza della pluralità, vogliono farsi promotrici e protagoniste di questo cammino diretto a una nuova valorizzazione del nostro sistema agroalimentare". Da non sottovalutare il fatto che in un periodo in cui trovare un impiego sembra essere un’impresa titanica, in agricoltura le opportunità crescono di giorno in giorno. Al Sud, per esempio, dove il tasso di occupazione è davvero basso. Le donne potrebbero trovare un’occupazione. Inoltre già due donne su tre lavorano nelle campagne del Sud raggiungendo, insieme alle lavoratrici in Puglia, Campania, Calabria e Basilicata circa il 70% della presza “rosa” in agricoltura.La visibilità, però, risulta essere ancora bassa nonostante gli sforzi e gli impegni. A proposito di discriminazione la Cia nazionale Cinzia Pagni sottolinea che: “oggi andrebbe studiato un fondo o un progetto sul microcredito specifico per la categoria, senza dimenticare l'importanza degli incentivi all'imprenditoria rosa”.

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