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Allarme cibo sprecato: 4 milioni di tonnellate nel 2014

cibo sprecato

Sono stati recentemente resi noti i dati relativi al 2014 che riguardano lo spreco alimentare. Il risultato è disastroso: 4 milioni di tonnellate di cibo buono, è stato gettato nella spazzatura.

Infatti, a peggiorare il dato è il fatto che il cibo sia fresco. Gli italiani consumano una maggiore quantità di cibo fresco (pesce, carne, frutta e verdura) rispetto alla media europea. Un valore economico che si aggira intorno agli 8,1 miliardi di euro, letteralmente gettati nella spazzatura.

Nonostante un’indagine della Coldiretti/Ixé riveli che il 60% degli italiani abbia ridotto i propri sprechi nel 2014, ciò sembra non bastare. Il dato su cui occorre necessariamente riflettere è che se gli italiani ridussero ulteriormente anche solo del 25% i loro sprechi, ciò che “avanza” potrebbe sfamare 5 milioni di persone.

Il problema fondamentale sembra essere alla base: quando si fa la spesa gli italiani comprano eccessive quantità di cibo che non può essere conservato in frigorifero per troppi giorni.

Cosa fare?

Le buone pratiche anti-spreco ormai si conoscono:

fare la spesa in modo oculato;

ridurre le quantità della spesa;

riutilizzare gli avanzi;

controllare con più attenzione le date di scadenza;

dare in beneficenza il cibo in eccesso.

Occorre sottolineare però che queste “buone azioni” sono già state messe in pratica dagli italiani.

Per migliorare questi aspetti occorre anche prestare attenzione ai metodi di conservazione del cibo.

Le scatolette in alluminio permettono di conservare più a lungo il cibo senza aggiungere sostanze chimiche.

Gli imballaggi metallici possono conservare numerose varietà di alimenti a seconda delle esigenze e possono essere riciclati con estrema facilità. Basti pensare che in Europa il riciclo degli imballaggi metallici costituiscono il più alto tasso di riciclo, circa il 73%.

Occorre adoperarsi per si che non ci sia più questo enorme spreco di cibo. Queste buone pratiche sono utili sia per il benessere del pianeta ma anche per migliorare l’economia domestica.