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Agricoltura, donne ancora troppo sfruttate

Ancora troppe disuguaglianze nel mondo agricolo, di cui sono soprattutto le donne a pagare il prezzo più alto: sono queste le parole di Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) e i dati acquistano ancora più risonanza all’indomani dell’8 marzo, giornata nella quale si è celebrata la Festa della donna.

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E’ vero che negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle donne impegnate in agricoltura ma ancora sono troppe coloro che in questo settore vengono sfruttate e costrette a lavorare in condizioni pessime e obbligate a mettere a repentaglio la loro salute. Un recente studio di Irene Figà Talamanca dell’Università Sapienza, pubblicato nel saggio La salute delle donne e il lavoro agricolo mette in evidenza proprio questo aspetto: moltissimi gli incidenti mortali sul luogo di lavoro e tante le malattie causate dai pesticidi con i quali ogni giorno le donne sono a stretto contatto. E a respirare ogni giorno sostanze tossiche, la salute della donna viene messa in pericolo.

COME DIVENTARE PERITO AGRARIO

Secondo quanto affermato da Vincenzo Vizioli, il rischio di abortire diventa quasi quattro volte più alto per le donne costrette a rientrare nelle serre entro le prime 24 ore dall’ultimo trattamento con antiparassitari. E la situazione si fa ancora più grave quando si parla di donne immigrate in agricoltura, costrette a sottostare a condizioni ancora più critiche.  Proprio per difendere i loro diritti, il Governo punta su provvedimenti mirati a dare continuità e organicità alla repressione di questo fenomeno. Dice Vizioli:

La politica fa bene a reprimere il caporalato ma deve anche sostenete quei metodi agricoli, come l’agricoltura biologica, che per loro stessa natura promuovono condizioni di lavoro sicure e dignitose.