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Agricoltura, boom tra i giovani: ma non è tutto rosa e fiori

Giovani agricoltori crescono. Sono gli Under 35 che negli ultimi anni, forse complice la mancanza di lavoro causata dalla crisi, si sono avvicinati a un settore che fino a qualche anni fa era un po’ snobbato. Insomma di agricoltori giovani, fino al 2010, se ne contavano davvero pochi.

giovane agricoltore

Poi la disoccupazione ha cominciato a salire prepotentemente e i giovani, in cerca di lavoro, hanno riscoperto il piacere di lavorare con la terra. Ed ecco così spiegato il boom dei primi mesi del 2015 che ha fatto registrare un aumento del 12% tra gli Under 35 che hanno deciso di aprire una azienda agricola. Ma non è tutto rosa e fiori. Va bene l’amore (riscoperto) per l’agricoltura, ma chi decide di percorrere questa strada in Italia avrà il suo bel daffare. Tanti saranno infatti gli ostacoli da superare in un Paese dove la tassazione è altissima. Basti pensare che gli oneri contributivi ai quali sono obbligatoriamente sottoposte le aziende agricole italiane sono decisamente più alti di quanto per esempio non siano in Francia e Spagna. Questo comporta una minor possibilità di investire con conseguente difficoltà a stare al passo con i ritmi dettati dai paesi competitor. E poi la burocrazia, in Italia sempre più macchinosa, che secondo i dati di Coldiretti costa all’agricoltore 100 giornate di lavoro all’anno.

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Insomma cresce l’amore per l’agricoltura, ma in Italia c’è ancora tanto da fare per sostenere coloro che vogliono lavorare con la terra. Serve un piano di semplificazione e agevolazioni da parte dello Stato per incentivare gli investimenti.

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